Consigli di lettura/La casa degli spiriti

La casa degli spiriti di Isabelle Allende è uno di quei romanzi che vorresti leggere da molto tempo e che, quando finalmente riesci a farlo, divori in pochissimo, tanto ti coinvolge e ti appassiona.

La vicenda al centro della narrazione è l’epopea, lunga circa una settantina d’anni, di due famiglie, i Trueba e i Del Valle, i cui destini si intrecciano inestricabilmente dagli inizi del’900 agli anni Settanta del secolo scorso, lasciandoci anche un affresco indimenticabile della società e della storia del Cile di quegli anni, descritto in maniera mirabile dalla Allende.

Il personaggio che dà il via alla narrazione è Esteban Trueba, giovane deciso e ambizioso, il quale si innamora di Rosa Del Valle, creatura così fragile e splendida da non sembrare neppure di questo mondo, nel quale in effetti resterà poco, perché morirà prematuramente, lasciando nella più cupa disperazione il suo promesso.

Esteban, tuttavia, qualche anno dopo, per trovare consolazione, sposerà la sorella di Rosa, Clara, formando con lei quella famiglia della quale sarà il patriarca indiscusso per tutto il romanzo.

La sua figura è infatti quella tipica del padre-padrone, le cui decisioni non possono essere discusse, ma solo accettate supinamente e, naturalmente, questo suo carattere difficile e autoritario lo porterà a scavare un solco molto profondo con tutti i suoi cari: con la sorella Ferula, da lui allontanata per gelosia nei riguardi della moglie, dalla quale pretende un amore assoluto ed esclusivo; con Clara stessa, stanca delle sue prepotenze ed imposizioni; con i figli Blanca, Jaimè e Nicolas, troppo diversi da lui e lontani dal suo modo di pensare; infine anche con l’adorata nipote Alba, che tuttavia gli rimarrà accanto fino agli ultimi istanti di vita.

E proprio dai ricordi di quest’ultima è possibile ricostruire le vicende della famiglia con un lunghissimo flashback, alimentato sia dalla sua memoria, supportata dai preziosi quaderni di appunti della nonna Clara, che da quella di Esteban, il quale talvolta si sostituisce a lei come narratore.

E’ infatti attraverso le loro due voci narranti che Isabelle Allende riesce a realizzare un affresco realistico e struggente del Cile di quegli anni, partendo dall’arretratezza e dalla miseria di inizio secolo di un Paese saldamente in mano ai Conservatori, passando per la diffusione delle idee socialiste del secondo dopoguerra, fino ad arrivare alla vittoria del primo presidente socialista, Salvador Allende, rovesciato poi l’11 settembre 1973 da un golpe militare, inizio della terribile dittatura di Augusto Pinochet.

Soprattutto di questi ultimi avvenimenti la Allende fu testimone diretta, essendo la cugina di Salvador Allende, perciò cerca di descriverli nella maniera più oggettiva possibile, al punto che in tutto il romanzo non compaiono nomi di personaggi storici.

Per esempio, Pablo Neruda è indicato semplicemente come “il Poeta”, anche se la scena del suo funerale è una delle più emblematiche del libro, essendo un vero e proprio inno a quei valori di democrazia e libertà schiacciati inesorabilmente dalla dittatura da poco instauratasi, mentre Salvador Allende è chiamato solo “il Presidente”, quasi che ai cileni non servisse nessun altro appellativo per riconoscerlo, perché come tale era rimasto impresso nella loro memoria.

La Allende ripercorre con precisione tutte le tappe del periodo socialista in Cile: la vittoria alle elezioni, dopo anni di dominio assoluto ed incontrastato del partito Conservatore, le prime riforme sociali, volte a migliorare le difficili condizioni di vita della popolazione, come la nazionalizzazione delle miniere e la distribuzione delle terre ai contadini, il boicottaggio continuo del governo, condotto dai partiti di destra, con l’appoggio degli Stati Uniti, fino ad arrivare all’atto finale del golpe, inizio della dittatura militare e fine della democrazia, con la sua scia di arresti, torture ed omicidi politici.

Tutta la triste parabola del governo socialista di Salvador Allende è da lei raccontata con profondo afflato e commozione, lasciandoci sicuramente alcune tra le più belle pagine di quel periodo, durante il quale il Cile aveva sperato in una rivoluzione sociale pacifica ed egualitaria e si era invece ritrovato, a causa delle macchinazioni di un’élite retriva e reazionaria, a fare i conti con un regime dittatoriale che avrebbe oppresso il Paese per ben diciassette anni.

I personaggi sono tratteggiati in maniera mirabile ed è impossibile non restino impressi nell’immaginario dei lettori: Esteban Trueba, classico proprietario terriero incapace di leggere i cambiamenti sociali in atto, tanto da commettere il grave errore di appoggiare il golpe in chiave antisocialista, accorgendosi troppo tardi delle reali intenzioni dei militari; Clara Del Valle, sposa di Esteban, donna dolce e sensibile, amante dello spiritismo ed in continuo contatto con le anime dell’aldilà; Blanca, figlia ribelle, legata da un amore cinquantennale a Pedro Terzo Garcia, nemico giurato del padre Esteban; i gemelli Jaimè e Nicolas, diversissimi tra loro, l’uno altruista fino al parossismo e molto concreto, l’altro sognatore, capace di perdersi dietro alle sue illusioni e ai suoi progetti strampalati; Pedro Terzo Garcia, cantante e contadino socialista, impegnato nel sindacato, figura epica e dolente, abituato alle lunghe attese, tanto da aspettare per quasi tutta la vita il coronamento del suo sogno d’amore con Blanca; Alba, amatissima nipote di Trueba, forte, coraggiosa ed idealista, al punto da mettere a repentaglio la sua stessa vita per gli ideali in cui crede; Miguel, innamorato di Alba, giovane rivoluzionario, convinto che solo una rivoluzione di popolo possa portare ad un vero cambiamento sociale nel Paese.

Un libro senza dubbio indimenticabile, in grado di far calare il lettore in un’atmosfera magica, quasi sospesa e da cui è stato tratto anche un bellissimo film, per la regia di Bille August, con Jeremy Irons e Meryl Streep nei panni rispettivamente di Esteban Trueba e Clara Del Valle. https://www.youtube.com/watch?v=uIu0FRutdbg&t=1s

 

 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. thechaosdragonfly ha detto:

    Io non ho ancora avuto l’onore di leggere il libro, ma ho visto il film che è meraviglioso!

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  2. Roberta Sassano ha detto:

    Infatti, splendidi entrambi 🙂

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  3. buonevibes ha detto:

    Ho trovato il film abbastanza deludente per il fatto di aver omesso passaggi e personaggi soprattutto centrando la storia di Alba attorno a Blanca. Il libro, invece, uno dei miei preferiti.

    Piace a 1 persona

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