Concorso scuola 2016: “no alla proroga delle graduatorie di merito”

Comunicato Vincitori concorso scuola 2016 –

Il gruppo “Vincitori concorso scuola 2016” ribadisce il netto NO a qualsiasi modifica del Testo unico della scuola negli articoli e commi in cui esso garantisce l’assunzione nel triennio dei vincitori.

La legge 107 al comma 113  ha modificato l’art. 400 del Testo Unico sull’istruzione, uno di quelli che regolano il reclutamento e in particolare il concorso. Nello specifico ha modificato il comma 19 di detto articolo che oggi recita: “Conseguono la nomina i candidati dichiarati vincitori che si collocano in una posizione utile in relazione al numero delle cattedre o posti messi a concorso.”

Prima della L.107/2016 invece di “messi a concorso” c’era scritto “eventualmente disponibili” e la locuzione “dichiarati vincitori” non era presente.

Qualsiasi modifica che vada a ledere i contenuti di una legge di rango superiore come la legge 107, nella parte in cui essa modifica il TU della scuola (D.lgs 297/94), verrà prontamente impugnata nelle sedi opportune con richiesta di risarcimento al MIUR in quanto la posizione dei vincitori e le loro legittima aspettativa al ruolo nell’arco del triennio sarebbe palesemente compromessa e ciò comporterebbe danni irreparabili per le carriere professionali e la vita dei singoli vincitori che hanno partecipato ad un concorso a determinate condizioni e le cui normative erano ben chiare così come la certezza di assunzione nei tempi prestabiliti al momento dell’indizione dello stesso.

Non si può ora dire: “i posti non ci sono e non possiamo crearli”. Il bando prevedeva, infatti, un numero ben determinato di posti suddivisi per Regione e classi di concorso, se questi sono “scomparsi” è responsabilità del MIUR e delle ripetute deroghe. Si ricorda, infatti, la famigerata mobilità straordinaria sul 100% dei posti che nel 2016 ha tolto cattedre ai vincitori, la deroga per le assegnazioni provvisorie con l’emendamento della sen. Puglisi e le continue deroghe al vincolo triennale che continuano ad essere lesive dei diritti di chi ha vinto un pubblico concorso in determinate regioni con paletti ben chiari.

Per risolvere il problema dei posti “scomparsi” il MIUR avrebbe potuto proporre per il prossimo a.s 2017/18 un piano straordinario di assunzioni dalle GM nel triennio, non concedendo, per quest’anno, il 40% dei posti assegnati invece alla mobilità. Avrebbe in questo modo riequilibrato l’iniquità prodotta dalla mobilità straordinaria e dalle deroghe al vincolo che hanno lasciato i vincitori di concorso senza cattedra.

Anche l’intesa sulla mobilità, che prelude alla stipula del contratto di mobilità annuale, potrà pertanto essere in tal senso motivo di dolenza nelle sedi opportune qualora si ravvisino elementi che vadano nuovamente a ledere i diritti di vincitori aspiranti al ruolo entro i termini prestabiliti.
Ricordiamo, inoltre, che moltissime Graduatorie di Merito, a causa di bocciature seriali mai viste nei concorsi passati, contano spesso la metà dei vincitori rispetto  ai posti banditi: i posti dunque ci sono e spesso molte cattedre sono rimaste scoperte.

Senza contare che l’incremento delle cattedre mediante COE (cattedre ad orario esterne) e con il passaggio di molti posti in organico di fatto ad organico di diritto, renderanno le condizioni di assunzioni per i vincitori facilmente attuabili nell’arco del triennio, così come da legge.
Lo scandalo delle prove suppletive rende inoltre ancora più urgente e necessaria l’immediata immissione dei vincitori del concorso 2016 al fine di non far entrare il Miur in un vortice di contenziosi.

A tal ragione, auspichiamo la massima ragionevolezza e lungimiranza da parte della politica e soprattutto attendiamo una forte presa di posizione da parte del Governo e del Ministro dell’istruzione Fedeli che non può e non deve permettere l’ennesimo scempio in uno Stato di diritto che invece dovrebbe garantire chi ha seguito le regole ed ha agito in conformità alle normative e alle leggi.

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