Riflessioni sul progetto Diritti a scuola

 

Si cercano ancora docenti per i «diritti a scuola» edizione numero 8. In tutto sono circa duemila tra docenti e personale tecnico ed amministrativo (Ata) gli arruolati per i Das, in tutta la Puglia. Sono 209 i progetti finanziati per 29milioni e 998 mila euro, oltre 12 milioni di euro solo in provincia di Bari, dove i progetti attivati sono 86, di cui 23 in via sperimentale nelle scuole dell’infanzia.

Nuova edizione dei progetti interamente finanziati dai fondi comunitari e fortemente voluta dall’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo e dal presidente della commissione Istruzione, Alfonso Pisicchio.

La regione Puglia, insieme al Miur, ha stilato l’accordo propedeutico che dà il via ai progetti regionali «Das», una strategia didattico-educativa di recupero degli alunni in difficoltà e con carenze formative che fa anche bene alla società perché a lavorare per un intero anno scolastico, con una sede fissa e uno stipendio, sono i docenti e ata precari inseriti nelle graduatorie residuali delle gae, e a seguire, per scorrimento, i precari delle seconde e terze fasce d’istituto. Quest’anno poi i Das saranno spalmati su tutti gli ordini di scuola, infanzia compresa, e saranno attivati per tutte le discipline. Un’«invasione» di cui vanno fieri i docenti come Vittoria Ingravallo, docente di terza fascia che ha partecipato per ben 4 edizioni e appena riconfermata. «Continuerò a parteciparvi ogni anno con passione, impegno, professionalità e cuore. Sarebbe bello, se i Das diventassero progetti messi a sistema e non più semplici contratti di collaborazione. Vanno valorizzati – aggiunge – la mia esperienza pregressa è di lavoro di docenza vero e proprio».

«La Puglia e i ragazzi – conclude la prof di lettere – hanno bisogno di noi… basterebbe convogliare le risorse umane già esistenti nella direzione giusta per favorirne l’impiego e il successo scolastico dei ragazzi».

Rispetto alla stabilità oltre i das: «Onestamente io vorrei lavorare, vorrei che ci riconoscessero il servizio dell’anno scorso permettendoci almeno l’accesso ai concorsi, o che trovassero il modo di farci abilitare, altrimenti siamo destinati a scomparire. Ho dato tanto, vorrei solo una possibilità di continuare a spendermi a favore dei ragazzi, specialmente dei più deboli. La mia passione!».

Roberta Sassano prof vincitrice di concorso e vicepresidente degli Adam, gli abilitati delle seconde fasce, dice: «Giudico molto positivamente sia la partenza anticipata rispetto allo scorso anno, in quanto ciò permetterà di agire in maniera più capillare sulle lacune degli studenti, con tassi di successo ancora più alti rispetto alla passata edizione, che l’introduzione del supporto anche allo studio delle lingue straniere, ormai fondamentali per gli sbocchi professionali futuri dei nostri ragazzi. Così come è assolutamente utile la riconferma di figure, quali lo psicologo, il mediatore e l’orientatore, supporti importanti per gli studenti». L’ata (assistente tecnico amministrativo) Lucia Simone, leader del gruppo di facebook di oltre 4mila e 600 iscritti, raffredda l’entusiasmo, ricordando che il punteggio l’anno scorso è stato negato. «Apprendiamo con piacere la notizia della firma del protocollo dell’avvio dei bandi nelle scuole. Il punteggio – dice – sarà garantito per Ata e docenti dopo un anno di vuoto, ragion per cui noi saremo pienamente soddisfatti fino a quando anche il punteggio relativo allo scorso anno non sarà legittimamente riconosciuto».

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