Qualche breve considerazione sul Convegno di Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali

Ieri si è concluso, dopo una tre giorni davvero molto intensa, il convegno di Storia e archeologia globale dei paesaggi rurali, che ha rappresentato un’opportunità significativa di scambio e confronto dialettico. I lavori del Convegno, infatti, oltre a portare alla luce gli ottimi risultati raggiunti dalle 14 unità di ricerca di altrettante università italiane, nell’ambito del progetto PRIN, sono stati un’occasione fondamentale per discutere di temi come la valorizzazione e salvaguardia dei beni culturali, la tutela del paesaggio, lo sviluppo sostenibile e la pianificazione territoriale. Da segnalare poi, all’interno del Convegno, la presentazione del volume postumo di Marina Mazzei, I Dauni, momento intenso ed emozionante, che ha evidenziato, per l’ennesima volta, il prezioso e fondamentale contributo dato all’archeologia della nostra terra dalla compianta archeologa, ricordata sempre con enorme stima e affetto. Si è poi discusso di formazione universitaria e ricerca, specie nella tavola rotonda finale, alla quale ha partecipato anche l’ex assessore regionale all’urbanistica Angela Barbanente e pure su quest’argomento sono emersi spunti di riflessione interessanti. Il Convegno ha dato inoltre modo ai vari ricercatori di scambiarsi pareri, risultati delle ricerche, di confrontarsi con altre vedute e punti di vista ed arricchirsi reciprocamente, perché dallo scambio e dal confronto non possono che emergere risultati positivi. Insomma è stata una bella esperienza, anche dal punto di vista umano, dato che io, che non sono un’archeologa, ma ho una formazione più storica, non mi sono mai sentita fuori posto, ma ho avuto ugualmente modo di arricchirmi ed imparare qualcosa di nuovo proprio per il clima di grande accoglienza e professionalità che ho trovato. E d’altronde, come è stato più volte ribadito anche nell’ultima tavola rotonda di sabato domattina, le discipline sono strettamente collegate tra loro, in un’ottica di forte transdisciplinarietà e questo è un concetto che chiunque voglia provare a fare ricerca non deve assolutamente dimenticare. Per tutti questi motivi, quindi, ci tengo a ringraziare di cuore coloro che, lavorando infaticabilmente, hanno permesso la buona riuscita dell’iniziativa, il nostro dipartimento avrebbe bisogno di più eventi come questo, che spero possa avere la risonanza e la ricaduta che merita.

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