Consigli di lettura/L’amica geniale

In questi anni avevo spesso sentito parlare de L’amica geniale di Elena Ferrante, ripromettendomene la lettura, ma è stata poi la notizia della messa in onda su Rai1 della fiction, magistralmente diretta da Saverio Costanzo, a spingermi finalmente ad iniziare a leggerlo, senza riuscire più a fermarmi, ma, divorando, uno dopo l’altro, tutti e 4 i romanzi della tetralogia in cui si snoda la storia di Lila e Lenù.

Naturalmente non farò spoiler, non temete, ma mi limiterò solo a cercare di stuzzicarvi l’interesse, parlando di alcuni tratti salienti del primo romanzo della Ferrante, molto ben raccontato da Costanzo nelle 4 puntate della fiction da poco conclusasi.

L’amica geniale si apre con la scomparsa di Lila, una delle protagoniste, episodio che dà poi inizio a tutta la storia, perché è proprio a causa della sua sparizione che la sua migliore amica, Lenù, decide di tornare indietro con la memoria e, in un flashback, scrivere tutta la storia della loro amicizia, durata una vita intera.

Il primo romanzo è infatti dedicato all’infanzia e all’adolescenza delle due ragazze, ripercorse proprio dal racconto nostalgico di Lenù che descrive, come, fin da piccolissime, loro si siano sentite inestricabilmente e fatalmente legate l’una all’altra, dandosi reciprocamente forza e cercando di superare le numerose difficoltà della complicata vita del rione in cui sono nate. Lila e Lenù sono infatti le due protagoniste indiscusse della vicenda, così diverse tra loro, eppure così necessaria l’una all’altra, complementari, capaci di completarsi a vicenda, di darsi senso solo se insieme.

Lenù è la classica brava ragazza, che si impegna al massimo delle sue forze per migliorare la sua condizione di figlia di usciere del Comune e per fuggire definitivamente dal rione. E’ estremamente affascinata da Lila, a cui guarda sempre con un misto di ammirazione, invidia e senso di inadeguatezza, cercando di ispirarsene anche per fuggire dal modello di sua madre, da lei giudicato fortemente negativo. Sembra il personaggio più quieto, eppure anche lei, sotto la cenere, nasconde una grande inquietudine, un senso di insoddisfazione che infatti la spingerà, specie nel corso della tetralogia, a scelte inattese ed improvvise.

Lila è più forte, determinata, coraggiosa, a tratti anche spavalda, di quella spavalderia un po’ “guappa” che ha dovuto inevitabilmente apprendere per difendersi dai soprusi del rione. E’ anche molto intelligente e creativa, capace di apprendere a gran velocità e mossa da una curiosità insaziabile, tanto che è a lei inevitabilmente che il lettore pensa quando riflette sul titolo del romanzo. Allo stesso tempo, però, sembra avere un lato oscuro, tanto da passare da slanci di profonda generosità e magnanimità ad azioni meschine, in cui mostra pure una grande capacità di ferire gli altri, in primis Lenù, dovute probabilmente ad una sorta di sua autodifesa scaturita dalla paura di essere ferita. Lila è quindi imprevedibile, il lettore e, la stessa Lenù, non sono mai in grado di prevedere come reagirà e probabilmente è proprio questa la forza narrativa del suo personaggio.

Oltre alle due ragazze poi emerge un altro grande protagonista del romanzo: il rione, che, magistralmente descritto attraverso le voci dei suoi abitanti, si staglia con forza nelle vicende narrate, senza mai rimanerne sullo sfondo, ma come comprimario di tutta la storia. Dalle pagine del libro davvero sembra di essere catapultati nella Napoli degli anni’50 del secolo scorso, con tutte le contraddizioni e le difficoltà della vita del rione, il quale sembra avere leggi proprie, nelle quali la violenza e la prevaricazione sui più deboli sono regole conclamate e accettate da tutti, sia nel proprio nucleo familiare che all’esterno, nel rapporto con gli altri abitanti.

Allo stesso tempo, però, L’amica geniale è anche una storia di riscatto, perché, senza voler fare spoiler, Lenù e, in parte anche Lila, riusciranno poi a migliorare la propria condizione, ad emanciparsi dall’amato e, allo stesso tempo, odiato, rione, incarnando il sogno di rivalsa di tanti giovani del Sud, che, nell’Italia del dopoguerra, con fatica, abnegazione e sacrificio, ce l’hanno fatta, nonostante partissero da una condizione svantaggiata e fossero spesso circondati da pregiudizi.

Insomma, a conclusione, un libro sicuramente da leggere e, dato che siamo nel periodo di Natale, da regalare, magari includendo tutto il pacchetto, comprendente, oltre a L’amica geniale, gli altri tre romanzi della tetralogia: Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta. Buon Natale a tutte/i :-).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...