Incipit di un romanzo

Ho scritto questo incipit per partecipare ad un piccolo concorso letterario.
Se avrete voglia di leggerlo e vi avrà convinto, lasciate gentilmente un like sulla pagina del concorso.
Sarei anche molto felice di scambiare con voi opinioni, pareri e suggerimenti nei commenti a questo post. Grazie e buona domenica ❤️❤️❤️.

Elena stava ritornando a casa con una leggera sporta della spesa, riempita in fretta tra le corsie di un affollato supermercato in una soleggiata mattinata romana di inizio giugno. Tutto quel cicaleccio le suscitava un profondo fastidio, quasi un senso di nausea, perciò desiderava andarsene il prima possibile e aveva gettato nel carrello le prime cose capitate a tiro. Ormai, dopo quel giorno, ogni cosa brulicante di vita le era impossibile da sopportare: le risate delle persone, le vie affollate della capitale, persino il suo sole sfavillante, un tempo tanto amato. Adesso niente sembrava avere più alcun significato, ma tutto era privo di gioia, di luce, vuoto, come la sua anima. “E’ giusto che tu non abbia un barlume di pace e sprofondi sempre di più negli abissi del male che hai inflitto”. Queste erano le parole che le rimbombavano nella mente, mentre girava le chiavi nella toppa per aprire la porta di casa. Entrata, si diresse in cucina per sistemare le poche cose comprate al supermercato; svuotato il sacchetto, si avvide di aver dimenticato la metà dei prodotti: pazienza, anche per oggi si sarebbe arrangiata, scongelando qualche surgelato di quelli senza sapore, giusto per riempire lo stomaco, per sopravvivere. Mentre era assorta nei suoi pensieri, bussarono. In un primo momento non avrebbe voluto rispondere, ma poi, come spinta da un impulso irrefrenabile, si diresse verso la porta e l’aprì, senza nemmeno guardare dallo spioncino. Il suo cuore perse uno, due, dieci battiti, il sangue sembrò sfuggirle dalle vene e andare dalla testa ai piedi e viceversa, come impazzito, tutto le girava, tanto che pensò di stare per morire. Lo vide, dapprima senza riuscire a capire nulla, quasi stesse osservando il suo corpo dall’alto, con l’anima staccata da esso, quindi mise a fuoco e pensò di avere un’allucinazione. “Alessandro? Non puoi essere tu, sarai di sicuro una proiezione della mia mente, che ha preso forma dai miei incubi peggiori.” E allora, in un istante, ricordò: la chiesa, la felicità palpabile che vi avvertiva, la luce, era un giorno radioso, come oggi, il suo sorriso abbagliante, ma al tempo stesso canzonatorio, e quegli occhi neri, che ti strappavano l’anima a morsi, e poi più niente, fu il buio.

L’ho pubblicato qui per questa sfida creativa, appena puoi gentilmente metti un link 😘.

Libera la tua fantasia e scrivi un incipit per un romanzo o un racconto del genere letterario che più vi corrisponde.
Fonte: Il piacere di raccontare
https://www.ilpiacerediraccontare.it/2024/06/20/mini-sfida-creativa-scrivete-un-incipit/

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